Che cosa permette il nuovo rito
La riforma del processo familiare ha introdotto la possibilità di proporre, nel procedimento di separazione, anche la domanda di divorzio. Il Ministero della giustizia, nella circolare del 19 dicembre 2024, ha richiamato questa possibilità e la sua ammissibilità anche nei procedimenti su domanda congiunta, sulla base della pronuncia della Cassazione n. 28727/2023. [Fonte 1]
La domanda non coincide con il risultato
Presentare le richieste insieme non significa ottenere immediatamente il divorzio. La relativa domanda diventa procedibile quando ricorrono le condizioni previste dalla legge, compreso il decorso del termine applicabile e la definitività della pronuncia di separazione. La Cassazione ha descritto il meccanismo come un cumulo condizionato: la semplificazione processuale non cancella i passaggi necessari. [Fonte 2]
Il vero lavoro riguarda gli accordi
Prima di scegliere il percorso, occorre capire dove esista un’intesa e quali questioni restino aperte. Prepara un quadro della situazione economica e delle esigenze dei figli, se presenti: abitazione, scuola, attività, tempi di permanenza e spese ricorrenti. Non limitarti all’importo di un assegno. Un accordo comprensibile deve permettere alle persone di orientarsi anche nelle difficoltà quotidiane, non soltanto il giorno della firma.
Una scelta da costruire sul caso
Una procedura apparentemente più snella può essere utile, ma non va scelta sulla base di una promessa generica di rapidità. Chiarisci quali obiettivi vuoi raggiungere e quali impegni sei in grado di sostenere. Porta al primo incontro i provvedimenti già esistenti e una lista dei punti controversi: aiuterà a distinguere ciò che può essere concordato da ciò che richiede ulteriori valutazioni. Tempi effettivi e costi vanno esaminati rispetto alla vicenda e all’ufficio competente.
Fonti e riferimenti
Approfondimento informativo generale. La valutazione della singola vicenda richiede l’esame dei fatti e dei documenti.